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Giardini pensili

Giardini pensili e un tappeto verde sui tetti delle case: bonus per la svolta
 
L’idea green per contrastare l’isola di calore d’estate e la dispersione di energia in inverno. Milano mette all’ordine del giorno il tema dell’efficientamento energetico, in vista di una messa a punto del regolamento edilizio
 
La svolta green comincia dai tetti. Giardini pensili e tappeti verdi in cima ai palazzi per contrastare l’isola di calore d’estate e la dispersione di energia in inverno, non solo per ridurre l’impatto edilizio. Milano mette all’ordine del giorno il tema dell’efficientamento energetico, in vista di una messa a punto del regolamento edilizio. L’obiettivo è introdurre nuovi strumenti di incentivo per le soluzioni verdi e naturalistiche. Oggi in città ci sono 32 milioni di metri quadrati di tetti, dei quali circa 970 mila hanno già almeno una parte sistemata a verde. L’assessore all’Urbanistica e al Verde Pierfrancesco Maran precisa: «Si potrebbe arrivare a coprirne 13 milioni. E realizzare una copertura verde presenta anche un vantaggio economico». Grazie al green bonus, infatti, dal 2018 se un condominio decide per la trasformazione, ogni condòmino può dedurre fino a 5 mila euro. Nel nuovo Pgt, inoltre, si prevede già l’innalzamento degli standard richiesti oltre che con il miglioramento delle prestazioni energetiche e la realizzazione di nuove aree permeabili anche, appunto, attraverso i tetti verdi e la certificazione della riduzione della C02. La diffusione del tetto verde può infatti mitigare il fenomeno crescente delle isole di calore, e al tempo stesso ridurre il sovraccarico della rete fognaria in caso di piogge intense, incorporando sistemi di raccolta e rilascio graduale delle acque piovane.
 
Tra il 2013 e il 2016 il Comune ha sviluppato un’analisi specifica del verde esistente sui tetti della città.
Lo ha fatto attraverso il progetto europeo Decumanus diretto dall’Università del West England, e dalla società spagnola Indra insieme all’ente spaziale tedesco Dlr. Lo studio ha incrociato dati cartografici, con dati satellitari, sia all’infrarosso sia radar, per identificare i tetti con pendenza inferiore al 12% e copertura vegetale superiore al 10% della superficie. Il progetto ha anche analizzato la possibilità di incremento delle coperture verdi, secondo le caratteristiche geometriche dei tetti, identificando ulteriori 13 milioni di metri quadrati che potrebbero essere sistemati a verde, e valutandone la potenziale utilità rispetto alla densità edilizia e alla povertà di aree verdi nell’intorno. Una misura ovviamente indicativa, perché saranno necessarie analisi delle strutture del tetto, indispensabili per verificare se questo possa reggere il carico della sistemazione a verde.
 
I tetti verdi sono un sogno urbanistico di città come Chicago sin dagli anni Ottanta, che è stata il precursore.
Altre città come Toronto hanno adottato una legge «verde» che impone alle nuove costruzioni residenziali di avere il 50% del tetto ricoperto da verde estensivo. In Germania ha il tetto verde il 10 per cento delle abitazioni. L’architetto Michele Brunello aggiunge: «Parigi è stata all’avanguardia su questo tema. C’è un beneficio indiscutibile per le città portato dalle coperture verdi. Anche sotto il profilo della biodiversità e al miglioramento del microclima urbano complessivo. Oggi si cerca di ricreare corridoi ecologici che la cementificazione del passato ha cancellato. I tetti verdi sono un tassello importante. Pensiamo poi al beneficio ambientale che possono portare nel rallentare l’immissione d’acqua in fogna durante gli acquazzoni che si presentano con sempre maggiore violenza».
 
Cit. dal Corriere della sera
di Paola D’Amico
Inserire qui il testo.
video dal web
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